Mese: gennaio 2013

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Cristiana Andolfi

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Daniel Pennac

K-5

Mio cuore, mio cuore fedele. Meno aitante di un tempo, certo, ma così fedele! La notte scorsa ho fatto un esercizio infantile: calcolare il numero di battiti del mio cuore da quando sono nato. Data una media di sessantadue battiti al minuto moltiplicati per sessanta minuti di un’ora, moltiplicati per ventiquattro ore al giorno, moltiplicate per trecentosessanta…cinque giorni all’anno, moltiplicati per settantanove anni. Non riesco più, ovvio, a calcolare tutto a mente. Quindi, calcolatrice. Circa tre miliardi di battiti! Senza tenere conto degli anni bisestili e delle accelerazioni dell’emozione! Ho posato la mano sul petto e ho sentito il mio cuore scandire, tranquillo, regolare, i battiti che mi restano. Buon compleanno, cuore mio !

 
 
 
 
 
 
 
 

Recensione di Claudia Formiconi

  • La voce      di dentro di Brandisio Andolfi
         Metafore marine ricorrenti, come onde che s’infrangono nel loro divenire      naturale
         Claudia Formiconi

Saranno proprio le voci di dentro, quei ricordi dell’anima a guidare il poeta che, come spirito in perenne itinere, percorre gli ineludibili sentieri dell’esistenza, nell’accezione piena del termine?

Questo è quanto ci si chiede leggendo la poesia evocativa di Brandisio Andolfi nella raccolta La voce di dentro, per i tipi della Bastogi Editore.

Una pletora di rimandi continui dal passato al presente che delineano un percorso quasi catartico nei meandri di un vissuto felice che appartiene al tempo archiviato, però, tutto da rinverdire da far riemergere nei momenti bui della nostra vita, ormai svilita, in questo deserto dei tempi attuali, laddove opportunismo, incomunicabilità, hanno generato lo spettro della solitudine: (…)/nel deserto dei pensieri vuoti/ (…), come ci dice il poeta stesso. E allora come non interrogare la parola, ascoltandola nel suo più intimo significato. Parola che si fa salvifica: Ascoltare parole che carezzano l’anima/è come vedere la foschia/diradarsi sopra il verde/dei prati a primavera;/(…).

Ascoltare la liquida voce/alzarsi dalla forra profonda (…), dello scorrere dell’acqua, come voce amica che canta il susseguirsi delle stagioni del tempo passato che torna a dolce memoria, di un ricordo infantile. La natura che si manifesta nella sua magica evocazione che scandisce suoni arcani nella (…) immobilità del luogo abbandonato/ (…), del vecchio mulino, ormai in disuso.

Quasi un ritorno alle corrispondenze pascoliane, a le sinestesie, a quelle voci segrete che ci sussurrano, la natura che interagisce che colloquia con l’uomo, in primis col poeta che si fa veggente e portavoce di arcani suoni dell’anima. Qui il simbolismo prende corpo consistente.

Il tema del mare da sempre caro ai poeti come ne Il ponte degli Aurunci, Pescatori, o: Sull’umido cristallo azzurro/si frange l’onda/dove muore lontano/il sole rosso dentro/la placida sera/(…) e dove infine (…)s’infrangono pensieri;/amore e pace per i morti/giunti a dissetarsi/a queste acque immote/ dove tutto ritorna, nell’elemento naturale, l’acqua.

Metafore marine ricorrenti, come onde che s’infrangono nel loro divenire naturale in Se sento una voce: (..) Lo stress ha imprigionato l’uomo/e lo sballa come la barca/la burrasca nata improvvisa/sopra un mare quieto e senza vento(…), a ricordarci la labile natura umana.

Il libro fra le mani, il libro della vita che assurge a antico testimone del tempo che fu, la narrazione dei miti omerici, il perpetuarsi della nostra storia.

C’è anche il rendiconto degli anni che passano e qui il poeta Brandisio Andolfi fa una amara disamina del tempo trascorso, in quanto Sempre più illeggibili/gli almanacchi dei miei anni/tra le dita ossute/che pettinano capelli bianchi/ Sempre più lontani gli amici/dei tempi sereni/ nel dramma della loro dipartita: passati al sole luccicante/sopra ai prati verdi. La fede si rivela in tutta la sua potenza in questa iconografia bucolica dei prati verdi illuminati dalla volta celeste di un mondo trascendentale, il divino. Panta rei, sì, ma il ricordo dell’amore profuso è eternato nella memoria del poeta: Di tutto mi resta l’amore/goduto senz’affanno/(…), il darsi interamente nei sentimenti autentici.

Ma sarà proprio quella voce di dentro a dare un senso e ad alleviare la vita che ci investe, nella sua ineluttabile fugacità, e nelle false speranze che: (…) muoiono sul nascere le illusioni/tra le braccia dei sogni amici/Oh se non fosse quel fiore,/quell’azzurro a consolarmi/dentro il silenzio/dove tacito/ascolto il silenzio. La natura a testimonianza, come luogo dell’anima, ancora una volta, dell’unica certezza possibile del poeta Brandisio Andolfi, in un panteismo, non agnostico ma come della rivelazione di un unico Dio, nell’accezione meramente cristiana.

Claudia Formiconi

Brandisio Andolfi: “La voce di dentro” – Bastogi Editore, Foggia, 2012

                       

 

 

 

Beau

<< … tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno……..>>

Narcisismo

Rapporti patologici tra madre e figlio. la simbiosi incestuosa

l processo di maturazione psicologica che porta all’individua­zione[], rappresenta un processo di liberazione dai legami primari e di presa di coscienza della propria identità e del mondo circostante; esso a livello individuale indica il passaggio da uno stadio di identi­ficazione totale con la madre e l’ambiente esterno, a quello in cui si assume consapevolezza di essere un individuo diverso, distinto e indipendente rispetto agli altri. Ciononostante, l’uomo conserva permanentemente un vincolo affettivo, più o meno intenso, più o meno represso, alla sua origine biologica, molto spesso anche di ca­rattere erotico, che può costituire la causa di disturbi nevrotici e por­tare alle estreme conseguenze della distruttività e dell’istinto di morte[].

Secondo Fromm il mantenimento di una dipendenza affettiva morbosa verso la madre o la ricerca di legami che sostituiscano quelli primari non hanno effetti solamente sulla sfera della psicologia individuale, ma interferiscono anche a livello sociale; per Fromm fra i fattori all’origine dell’attrazione esercitata dallo stato totalitario e dal leader nei confronti delle masse vi è il fenomeno dellasimbiosi incestuosa[].

Secondo le analisi di Fromm, l’attaccamento pre-edipico alla madre, come da lui definito, costituisce un fenomeno basilare nello sviluppo psichico dell’individuo che, distinguendosi dall’attacca­mento incestuoso della fase edipica[], può essere riferito sia ai ma­schi che alle femmine; esso precede la fase genitale[] (ove, essendo l’attenzione degli impulsi libidici rivolta agli organi genitali, presenta un carattere prettamente sessuale) e si esplica attraverso un bisogno di protezione dal mondo esterno (“dai rischi della responsabilità, della libertà, della coscienza”[]), e un desiderio di soddisfazione nar­cisistica (che l’amore incondizionato della madre è in grado di offri­re).

L’aspirazione ad uno stato di benessere e di sicurezza, rappre­sentato dalla figura materna, non appartiene esclusivamente al bambino, ma anche all’individuo adulto, il quale è ancora più consa­pevole dei pericoli e delle sofferenze della vita. L’uomo “è diviso tra due tendenze sin dal momento della nascita: una, venire alla luce e l’altra regredire nel grembo; una per l’avventura e l’altra per la cer­tezza; una per il rischio dell’indipendenza e l’altra per la protezione e la dipendenza”[].

Per quanto riguarda il rapporto fra sessualità e attrazione nei confronti della madre, Fromm inverte le conclusioni a cui Freud era giunto[], rilevando che i desideri sessuali del bambino che hanno come oggetto il genitore, e che sono dovuti all’”esistenza della spin­ta genitale in età precoce”, “non sono la causa della fissazione alla madre, ma il risultato”[]; una prova di questa affermazione è fornita dalla differenziazione del comportamento fra maschi e femmine. Mentre il bambino è attratto sessualmente dalla madre, la bambina lo è rispetto al padre, tuttavia entrambi sono interessati da una fis­sazione incestuosa (ma priva di stimoli sessuali) per la madre; se ne deduce che il legame incestuoso con la madre sorge indipendente­mente dalla sfera sessuale, anche se per il maschio è connesso ad essa[].

Oui

Oui

Un signe, une larme,
un mot, une arme,
nettoyer les étoiles à l’alcool de mon âme. Un vide, un mal
des roses qui se fanent
quelqu’un qui prend la place de
quelqu’un d’autre.Un ange frappe a ma porte.Est-ce que Je le laisse entrer
Ce n’est pas toujours ma faute
Si les choses sont cassées
Le diable frappe a ma porte
Il demande a me parler
Il y a en moi toujours l’autre
Attiré par le dangerUn filtre, une faille,
l’amour, une paille,
Je me noie dans un verre d’eau
J’me sens mal dans ma peau.Je rie je cache le vrai derrière un masque,
le soleil ne va jamais se lever.Un ange frappe a ma porte
Est-ce que Je le laisse entrer
Ce n’est pas toujours ma faute
Si les choses sont cassées
Le diable frappe a ma porte
Il demande a me parler

Ricordo

Ricordo

Si è squarciata la nube; ecco nel cielo
l’arcobaleno brilla,
s’avviluppa la terra
in un fanale di pioggia e di luce.
Fui desto. Ma chi offusca
i magici cristalli del mio sogno?
Mi palpitava il cuore
attonito e smarrito.
Il limoneto in fiore
del giardino, i cipressi
il verde prato, il sole, l’acqua, l’iride…
l’acqua nei tuoi capelli!
E tutto si perdeva nel ricordo
come una bolla di sapone al vento.

Antonio Machado