Mese: gennaio 2009

Ennio Morricone ” The Mission ” Sound Track Remix

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Celebrating President Obama : concerts

DA  “ Il Mattino. it “:

 

Saranno Bruce Springsteen, Bono Vox e Stevie Wonder gli ospiti del concerto gratuito in onore di Obama che si terrà il 18 gennaio al Lincoln Memorial davanti a cinquecentomila presenti. Il Boss è in uscita il 27 gennaio con il nuovo album Working on a dream e gli U2 il 23 gennaio con No line on the horizon ma l’organizzazione ha chiesto agli artisti di non portare canzoni proprie, piuttosto di interpretare brani classici adatti alla solenne occasione come A change is gonna come di Sam Cooke.

Ai piedi della statua di Lincolm si esibiranno anche Beyoncé (che dal tempo delle elezioni batteva i piedi per assicurarsi una presenza), Mary J. Blige, Herbie Hancock, Usher, Shakira, Sheryl Crow, John Legend, James Taylor, e Will.i.am. A Jamie Foxx, Martin Luther King III e Denzel Washington spetteranno invece i discorsi di rito.

Chi non ha guadagnato l’esposizione globale agognata, si è ritagliato uno spazio per cavalcare l’onda mediatica dell’evento. Sono infatti decine i concerti non ufficiali che si terranno a Washington. Il 18 gennaio presso lo Smithsonian American Art Museum ci sarà la performance di Anita Baker, Keb’ Mo’ e John Cruz (il biglietto va dai 375 ai 500 dollari), l’African Diaspora Inaugural Ball si aprirà con Angelique Kidjo (ingresso fino a 500 dollari), Marc Anthony e Alejandro Sanz parteciperanno al Gala Latino presso lo Union Station.

Il 19 gennaio al Kennedy Center swingeranno Wynton Marsalis e la Jazz at Lincoln Center Orchestra con il nostro giovane e prodigioso sassofonista Francesco Cafiso, i Beastie Boys saranno a capo della serata “Hey, America Feels Kinda Cool Again”, i Jonas Brothers accontenteranno i più giovani al Verizon Center, Muhammad Ali presenzierà il Kentucky’s Bluegrass Ball. Se Obama è popolare, il prezzo dei biglietti per festeggiarlo non lo è affatto: per il concerto del rapper Jay Z il 19 gennaio al Warner Theatre l’ingresso va dai duecento ai mille dollari.

Il 20 gennaio l’Harman Center For The Arts ha registrato il tutto esaurito. Per vedere la Creative Coalition Ball con Elvis Costello, Sting, Anne Hathaway, Ron Howard, Spike Lee, Susan Sarandon, sono stati sborsati dai 10.000 ai 100.000 dollari. Al Marriott Wardman Hotel si terrà l’American Music Ball con da una parte le vecchie glorie Dionne Warwick, Chaka Khan,Tito Puente,The Temptations, dall’altra i nuovi esponenti dell’hip hop Ludacris e T pain (ma sarà vietato indossare jeans, cappelli da baseball e scarpe da ginnastica). La sola colazione inaugurale costa 75 dollari.

Al Renaissance Mayflower, per l’Equality Ball Party organizzato da gruppi che si battono per i diritti degli omosessuali, suoneranno Cyndi Lauper, Melissa Etheridge e Rufus Wainwright. Jackson Browne e Graham Nash saranno allo Smithsonian Natural History Museum, Harry Belafonte allo Smithsonian Postal Museum, Il Divo e Peter Cincotti al Fairmont Hotel (dai 300 ai 5000 dollari), Rihanna al Charity Ball per una serata solo ad inviti.

La vera e propria cerimonia di insediamento si terrà il 20 gennaio. Sono previsti 38 gradi e sole pieno a Washington. Anche il meteo sosterrà Obama. Dalle dieci del mattino si esibiranno la United States Marine Band, i cori San Francisco Boys e San Francisco Girls, la regina del soul Aretha Franklin (imbattibile per estensione e pienezza vocale e perfetta per garantire una mandria di brividi sulla schiena al mondo), John Williams con un’opera composta ad hoc, Itzhak Perlman, al violino, Yo-Yo Ma al violoncello, Gabriela Montero al piano e Anthony McGill al clarinetto. Per finire l’inno intonato dalla United States Navy Band.

La città è già blindata, la corsa al biglietto per sedersi davanti al podio da dove Barack giurerà sulla Bibbia è durata solo qualche secondo. Dai due ai quattro milioni di persone affolleranno le strade. Gli stilisti di grido hanno dichiarato che chi era invitato sia ai Golden Globes sia alla cerimonia inaugurale di Obama era più preoccupato per cosa avrebbe indossato nella seconda occasione. Le star si accontenteranno di una parte da non protagonista pur di esserci, stavolta. Sono loro ad aver bisogno di lui, che da solo è in grado di soddisfare l’intera industria dell’intrattenimento.

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